La percezione non si dà unità ma come stratificazione o successione di impressioni. Tra ciò che appare e ciò che viene compreso si apre uno spazio instabile, attraversabile e attraversato da continui slittamenti tra mente e corpo. Psicosoma analizza e dilania questa rottura. La ricerca si articola attraverso quattro momentum (elementi ricorrenti che emergono come tracce di un processo psicofisico):
Momentum 1: La figura sfocata è l’impressione iniziale, l’inconscia vicendevole partecipazione, apparizione che precede ogni possibilità di significato ed ogni soggetto.
Momentum 2: I segni a spirale sono propagazione della partecipazione precedente. Movimenti caotici che si ispirano alle “simmetrie” dell’attrattore di Lorenz. Come nei sistemi caotici, appunto, una minima variazione iniziale del sistema genera nuove ed “incalcolabili” configurazioni estetiche e percettive.
Momentum 3: La psiche produce la propria immagine attraverso la carne. Essa diventa il terreno dove l’impressione diviene interpretazione materica. La comprensione assume il “peso” della presenza.
Momentum 4: Il segno/gabbia è il riconoscimento del limite. Se la carne dà una quasi certezza di comprensione ed assimilazione, la gabbia ne evidenzia l’impossibilità ed in questo spazio paradossalmente “definito” della comprensione ci si limita/delimita. È una struttura che sottolinea ciò che sfugge dell’altro di sé.
Questi Momentum costituiscono una grammatica che trova seguito attraverso due tipi di opere.
Antalogie : La ricerca si rivolge verso il rapporto tra il proprio corpo e la propria psiche viceversa e l’esperienza degli stessi. L’immagine si costruisce come osservazioni di stati interiori, di tensioni, alterazione e processi percettivi che attraversano il soggetto. (I Momentum si trovano sulla stesa tela).
Momenta: l’attenzione si sposta verso l’altro. Corpi osservati, toccati, ricordati, immaginati si organizzano in sequenze discontinue. L’esperienza, accumulo di impressioni e tentativi di comprensione. (I Momentum si trovano su più tele montate su pannelli di legno neri, l’ispirazione estetica è quella della pellicola cinematografica).In questo progetto la pittura non restituisce mai uno stato definitivo, ogni immagine è una fase transitoria, un passaggio tra percezione, interpretazione ed incarnazione.
Psicosoma si configura come una ricerca sui confini instabili dell’esperienza, un’indagine sui modi in cui il corpo restituisce un’immagine sempre perlomeno incompleta di sé e dell’altro e viceversa. Questa serie di opere é anticipata da due dipinti intitolati Composizione 1 e Composizione 2 che esploravano le seguenti tematiche: corpo come metafora, strumento di percezione, fallace e disfunzionale secondo gli archetipi ma funzionale alla sua nuova estetica psichica che ne modifica la percezione, rendendola ambigua e confusa. Come il concetto del sè al di fuori di sé. Un ego collettivo che si disassembla e si osserva per rimodellarsi in qualcosa di incomprensibile.